Myself

la mia casa

Sono a casa, se posso ancora chiamarla così. E’ una strana sensazione rivedere questi luoghi, ora che posso guardarli con occhi diversi. Di chi è ormai lontano, che non vede muatrli ogni momento. Ho visto il lago, il mio lago, quello a cui penso ogni volta che penso a casa. Il posto in cui sono cresciuta, in cui sono diventata ciò che sono. In cui ho vissuto ogni esperienza, ogni passo è un ricordo di qualcosa che è stato e mi ha portato fino a qua.
Eppure non ne faccio più parte, non me ne sento più parte. Ora non appartengo più a nessun posto, non pesaro che non è la mia città, non i Castelli che non lo sono più.
E’ quasi Natale e sono arrivata qui guardando tutti gli addobbi, ma non l’ho visti mettere su come ogni anno. Le vetrine, la gente, non sono più quotidiani.
Oggi ho guardato un panorama che era mio, perchè per 5 anni, tornando da scuola, lo guardavo dall’autobuis e ogni volte mi colpiva per la sua bellezza…adesso è ancora più bello perchè mi sembra quasi nuovo, quasi mai visto.
E’ come un deja-vu, qualcosa di passato ma non più presente, inafferrabile.
E ripenso alla scuola, poi all’università, al lavoro in fraschetta, alle passeggiate a Villa Doria, alle gite al mare, alle vasche sul corso, al tramonto che dove sono ora stranamente non esiste…e poi in casa, alle giornate passate a leggere accanto al termosifone ascoltando musica. Alla macchina che prendevo per andare da chi ormai vive lontano da qui più di me. Alla voglia di fuggire, di fare esperienze, di vivere sola e lontana. Poi il sogno di andare a Pesaro a studiare e poi quello dell’agenzia che poi è diventato improvvisamente di nuovo Pesaro. E poi tutto Simone minuto per minuto, ogni luogo mi fa pensare un po’ a lui, a noi, alle lacrime e alle risate, alla tristezza che provavo ogni volta che lo salutavo per tornare a casa e lasciare lui alla sua.
Mi manca tutto questo e ormai so che è dentro di me, ma non sarà mai più fuori da me com’era prima…è sempre più un ricordo…
 
[…]Giro per il mondo tra i miei alti e bassi
e come Pollicino lascio indietro dei sassi sui miei passi
per non dimenticare la strada che ho percorso fino ad arrivare qua
e ora dove si va adesso
si riparte per un’altra città.
Voglio andare a casa LA CASA DOV’E’???
La casa dove posso stare
Io voglio andare a casa LA CASA DOV’E’???
La casa dove posso stare con pace […]
[…]Sono arrivato qua attraverso mille incroci
di uomini di donne di occhi e di voci
il gallo che canta e la città si sveglia
ed un pensiero vola giù alla mia famiglia
e poi si allarga fino al mondo intero
e poi su vola alto fino al cielo
il sole la luna e Marte e giove
saturno coi suoi anelli e poi le stelle nuove
e quelle anziane piene di memoria
che con la loro luce hanno fatto la storia
gloria a tutta l’energia che c’è nell’aria
Questa è la mia casa LA CASA DOV’E’
la casa dove posso portar pace
Io voglio andare a casa la CASA DOV’E’
Questa è la mia casa LA CASA DOV’E’
la casa dove posso stare in pace
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