Myself

utopia

Noi poveri  reietti della società, noi che studiamo scienze della comunicazione, noi che veniamo trattati da nullafacenti. Noi che studiamo scienze delle merendine, ma che ci sbattiamo come tutti gli altri per prendere un 30, per fare una tesi, per imparare, per seguire le lezioni, per tirare fuori qualcosa di buono. Noi che ancora speriamo di poter vedere avverato il nostro sogno e poi sbattiamo contro il muro di chi ci bistratta e ci chiama solo per lavorare in un call-center.  Come se la comunicazione si riducesse nel vendere al telefono servizi e prodotti che nessuno vuole. Noi che ci sentiamo dire dal mondo che potevamo studiare ingegneria, economia, medicina, giurisprudenza, infermieristica…come se a 19 anni fosse così facile decidere di mandare a farsi fottere tutti i sogni per prendere la strada più facile. Noi che dopo la tesi combatteremo contro un mondo che non ci vuole, che ci costringerà a lasciare quello che amiamo, luoghi e persone, e anche l’Italia perché magari all’estero c’è qualcuno che ci valuta un po’ di più o con un po’ più di serietà. Noi vittime di una società malata che non da posto ai giovani, specialmente se sanno “solo” comunicare, in un mondo in cui nessuno parla più e si affida a due parole scritte su un CV: laureato in…purchè non sia scienze della comunicazione.

In questi giorni vedo i miei colleghi, tutti validi, tutti motivati, tutti che faticano perché lontani da casa, dall’amore, dalle comodità…tutti “bamboccioni”, come piace ai media chiamarci, perché viviamo ancora grazie al santo aiuto di mamma e papà. Ecco, tutti loro, anzi tutti noi, tristi. Perché non riusciamo a trovare neanche qualcuno che voglia solo e semplicemente sfruttarci per farci fare esperienza. Neanche senza stipendio ci vogliono, ma veramente valiamo così poco? Mi chiedo se davvero mi sovrastimo così tanto…o se là fuori, nel mondo del mostro-lavoro, ci sottostimano come qualcuno che è meglio non avere in azienda, una massa di fannulloni che non sanno fare niente. Potevamo studiare allo IULM, alla LUMSA, all’Accademia della Comunicazione, alla LUISS…e già, facile no? Chi è che non ha 10000€ per pagare le tasse ogni anno, più libri, affitto, vita? Oppure potevamo imparare a giocare con i numeri, tanto la creatività a cosa serve?

C’è una sola possibile conclusione a questo sfogo: che mondo di merda!!!

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