Myself

E finisce così… – 2012

Odio la fine. Di ogni cosa. Quindi il 31 dicembre di ogni anno per me è traumatico, sembra quasi che questa data convenzionale porti via con sé le cose, sembra quasi che il primo gennaio diventino lontane e irraggiungibili. Altra cosa che odio sono i bilanci di fine anno, su una bilancia metti ognuno dei 365 giorni appena trascorsi e inevitabilmente la bilancia pende sempre dal lato negativo. E si comincia l’anno nuovo con la classica frase “Questo sarà migliore”. Non è mai così. Comincio a credere, ne sono quasi certa, che sia più una condizione di costante insoddisfazione e anche un po’ un esorcismo della fine pensare che l’anno trascorso è stato davvero brutto.

Di certo so una cosa, il 2012 mi ha portato via due cose, due esseri viventi, che hanno passato con me la maggior parte del mio tempo in vita. E oggi non posso fare a meno di ricordarle, di pensare a quei giorni di agosto, in soli 7 giorni se ne sono andate entrambe. Il lutto ha cinque fasi, io sono alla quarta: Fase della depressione “La persona deceduta viene ora ricordata con un senso di gioia, ma anche di tristezza, e la sua immagine viene vissuta internamente.”

In questi giorni ci ho pensato spesso, forse perché il Capodanno è preceduto dal Natale, festa da vivere in famiglia, e la mia, già decisamente contenuta, adesso è davvero piccola. Ci ho pensato perché, rispettivamente, per 28 e per 19 natali ci sono state e ora non ci sono più.

È sbagliato terminare l’anno con queste emozioni negative, dovrei pensare al futuro, alle cose belle che di certo accadranno, ma io sto ancora salutando e oggi più che mai ho bisogno di farlo.

Saluto la mia nonna che, se esiste un luogo per le anime, mi sta guardando, ne sono certa. E saluto la mia Micia, che è in braccio a lei. Mi mancano oggi, che è il 2012, mi mancheranno anche domani che sarà il 2013. Mi mancheranno ogni giorno, ma sono certa che arriverà anche il momento in cui non piangerò ricordandole, prima o poi.

Il 2012 non è stato solo questo, c’è stato del bello e dell’importante. C’è stato il viaggio negli Stati Uniti, al momento il più bello e incredibile della mia vita. Quando penso alle ore in macchina, ai giorni che sembravano così diluiti perché pieni di cose da guardare, da memorizzare, da ricordare. Penso al Bryce Canyon all’alba, ai fulmini sul Grand Canyon, al percorso mistico dell’Antelope Canyon, all’immensità della Monument Valley, ai vortici di energia di Sedona, al freddo dell’oceano di Monterey, alla follia di Las Vegas, all’eterogeneità di Los Angeles, ai cactus di Phoenix e alla bellezza quasi mediterranea di San Diego. Un viaggio straordinario, indimenticabile e curativo.

E poi c’è la casa, la mia casa, la nostra casa. Che adesso è distrutta, ma che presto diventerà il luogo in cui vivo, cresco, mi evolvo. Diventerà la culla delle mie gioie e lo scrigno dei miei dolori. Diventerà lo specchio di quello che sono, di quello che è e di quello che siamo insieme. Un passo enorme che mi porterò dietro per 20 anni, fino al 2032, quando a Capodanno dirò: questo è l’ultimo anno e sono sicura che sarà un gran sollievo.

E poi ci sono i miei tre pelosetti meravigliosi. Posso dire con certezza che mi hanno salvato, che l’attenzione che mi richiedono e l’affetto che mi restituiscono mi risparmiano tanti momenti bui. E la cosa migliore è che l’attenzione che hanno loro per me è esclusiva: seguono me, rispondono a me, dormono con me, hanno paura del resto del mondo e fanno bene. Sono il regalo che mi ha fatto il 2012.

Quindi sì, questa bilancia anche quest’anno pende dal lato negativo, ma credo che mai bisogna dimenticare di guardare sul piatto che si trova un po’ più su, il 31 dicembre e ogni altro giorno dell’anno.

Lucio Dalla – L’Anno Che Verrà (1979)

Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico e come sono contento di essere qui in questo momento, vedi, vedi, vedi, vedi, vedi caro amico cosa si deve inventare per poterci ridere sopra, per continuare a sperare.

E se quest’anno poi passasse in un istante, vedi amico mio come diventa importante che in questo istante ci sia anch’io. L’anno che sta arrivando tra un anno passerà io mi sto preparando è questa la novità

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