Myself

A me stessa

Oggi è il 20 dicembre, siccome c’è il grosso e fondato rischio che domani il mondo finisca mi scrivo una lettera, che verrà pubblicata (se ho ben capito come funziona l’impostazione della data su Tumblr) il 14 giugno 2013.

Già perché il vostro oggi (vostro, di chi legge) è il mio compleanno e compio 30 anni. A 18 anni credevo che le persone di 30 anni fossero: a. vecchie b. noiose c. realizzate

1. Ora credo di non essere vecchia, ma di avere anche un certo aspetto piuttosto giovanile. Poi chiaramente non ce la faccio più a fare le 3 di notte, nè a bere, nè a stare sempre in giro e ho pure perso un po’ della mia proverbiale memoria.

2. Credo di non essere noiosa, anzi, con il tempo sono diventata pure più interessante. Ho imparato davvero un sacco di cose in questi 12 anni, ho visto molti posti, ho conosciuto molte persone… per i prossimi 12 conto di fare lo stesso se non di più, quindi con l’età non si diventa noiosi, solo meno casinisti, e non è male.

3. Anche qui devo ricredermi. Mi sento tutto meno che realizzata. Ho ancora tanta strada da fare, l’unico problema è che il tempo scorre, le lancette ticchettano impazzite e mi sembra di non arrivare mai. Ma questo è un mio problema, io non arrivo mai, perché non mi fermo mai, voglio sempre di più, pretendo sempre di più e mi stanco, soprattutto di me stessa. Mi stanca questa mia pignoleria folle nei miei confronti, non mi passo nulla, non accetto nulla, non posso mai sbagliare. Questo è quello che assolutamente non è cambiato, non negli ultimi 12 anni, ma negli ultimi 30. Tutti.

Detto questo posso dire che anche a 29 anni e mezzo ho paura e sono certa che ne avrò anche a 30, e per gli stessi motivi: ho paura di perdere le persone che amo, ho paura di non riuscire ad avere un figlio prima che il mio utero vada in pensione (che sarà sicuramente moooltooo prima che io smetta di lavorare), ho paura della mattina in cui mi alzerò e vedrò la prima ruga, ho paura della mattina in cui mi alzerò e vedrò il primo capello bianco, ho paura di quando guarderò le foto e conterò gli anni che sono passati e saranno troppi. Poi ho paura di non riuscire, di non realizzarmi, delle difficoltà.

E sì, sono un tipo pauroso, ma in senso buono.

La paura è ciò che mi spinge a provare, a crederci, a impegnarmi a cercare di combattere sta fottutissima paura

PS del 13 giugno alle ore 23.26

Ma oggi, che è quasi il mio compleanno, non voglio pensare alla paura. Voglio pensare solo a dirmi grazie, per quello che sono diventata, per l’impegno che ci ho messo, per quello che ho ottenuto e per tutta la forza che ci è voluta. Mi dico grazie per aver superato ogni momento no, per non aver mai dimenticato come si sorride, nè il piacere di un bel pianto. Oggi che quasi compio 30 anni guardo avanti, intravedo la mia strada e sono certa che, se anche non rispetterà tutte le aspettative, si saprà far amare.

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