Myself

First Moon Party

Oggi parlerò di una roba molto delicata, con cui noi donne ci troviamo a combattere, spesso di nascosto, quasi fosse un terribile segreto: il ciclo mestruale.

Tutti lo sanno che c’è, tutti sanno che provoca effetti devastanti su umore e fisico, ben pochi ne parlano in pubblico.

Siccome le donne sanno benissimo come funziona sarebbe il caso di cominciare a istruire gli uomini sul nostro percorso di crescita.

Quando eravamo bambine a un certo punto, le nostre mamme ci hanno accennato (le più evolute spiegato apertamente) che prima o poi sarebbe successo una cosa che ci avrebbe fatto diventare donne. Lì per lì sembra una cosa davvero figa, ti chiedi se finalmente diventi grande, le responsabilità, le chiavi di casa, uscire da sola…Una figata insomma!

Poi una mattina ti alzi e credi che sia giunto il momento di correre in ospedale perché sta succedendo una cosa terribile, dei dolori lancinanti pervadono tutto l’addome e la schiena, ti sembra di svenire…corri dalla mamma, in cerca di conforto e lei sorride compiaciuta. Sei diventata grande, è il ciclo!

Scusa, ma non era una figata? A me sembra di morire…

Ed ecco che per la prima volta entri in contatto con uno dei più grandi dolori, fisici e psicologici, che la tua natura femminile ti porterà ad affrontare. Non basta tutto questo, si succedono poi cose simpatiche come:

  • telefonate delle amiche delle amiche di tua mamma che ti fanno le congratulazioni.
  • Ai miei tempi, l’acquisto di assorbenti che potevano diventare tranquillamente un’alternativa al materasso del letto, impossibili da infilare in una borsa (a meno che non fosse un trolley) e che ti costringevano a indossare tute di due taglie in più per nasconderne l’esistenza.
  • Rimproveri provenienti dai membri più anziani della famiglia, che ti fanno sentire appestata: non lavarti i capelli, non toccare le piante, fai impazzire la maionese e robe simili.Quando hai il ciclo sei un mostro.

Come se tutto ciò non fosse sufficiente come prima volta, purtroppo la seconda, terza, quarta…. non migliorano di certo la situazione. Arriva anche il giorno in cui ti rendi conto che dovrai convivere con quella sofferenza mensile per almeno 30-35 anni, che fanno circa 455 volte in una vita, ovvero 2275 giorni di sofferenza. Per chi non lo sapesse 2275 giorni sono 6 anni abbondanti.

Una donna nella vita preventiva 6 anni di sofferenza abbondanti.

C’è da dirlo che non per tutte è così. C’è chi la vive serenamente, chi manco se ne accorge, chi riesce persino a fare la ruota durante un provino di ballo (cit.). Dall’altra parte c’è chi si ingozza di antidolorifici come se fossero mentine, anche con 45°C all’ombra abbraccia una borsa dell’acqua calda, si siede anche su 1 cm di gradino in mezzo alla strada pur di provare sollievo e si addormenta ogni sera facendo un countdown e sperando che tutto ciò finisca presto. Io faccio parte di questa seconda categoria. Io da 20 anni programmo le vacanze in funzione del ciclo, io non ne ho mai saltato uno, io sono una di quelle che avrà nella sua vita 6 anni abbondanti di dolore.

Dall’altra parte di tutto ciò c’è l’uomo. Quello che piange se si stacca un pelo dal polpaccio, quello che per un raffreddore vuole coccole e compatimento, quello che ti deride a causa del tuo umore durante il ciclo.

Caro uomo, quell’umore lì non è frutto degli ormoni, neanche della pazzia, neanche del sentimentalismo femminile: è frutto del dolore. Dolore che tu, uomo dotato forse di palle ma di sicuro non di ovaie, non proverai mai. Dolore che per 5 giorni al mese ti entra nel cervello, te lo spappola, offusca la vista ed elimina ogni filtro. Già, perché durante il ciclo non è che siamo più acide, arrabbiate, nervose, infastidite.

Durante il ciclo diventiamo solo più sincere.

Detto ciò il titolo di questo post deriva da una simpatica pubblicità americana di tamponi femminili (gli assorbenti interni, detto più semplicemente). Il sunto è che una bimba vuole tanto il ciclo, talmente tanto da sporcare un assorbente con uno smalto e la mamma, che la sgama, le prepara un bel super First Moon Party. La bimba è stupita che la mamma l’abbia sgamata, se avesse letto questo post non ci avrebbe neanche provato. Se avesse letto questo post avrebbe capito che per non farsi beccare dalla mamma sarebbe bastato piangere, strepitare e chiedere a dio onnipotente o chi per lui perché fosse giunto quel momento.

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