Myself

Piccolezze quotidiane

monday coffeeSiamo così abituati all’indifferenza e al timore dell’altro, sconosciuto, che spesso dimentichiamo quanto un piccolo gesto possa far piacere. Specie se tale gesto non nasconde un doppio fine.

Oggi è lunedì e come ogni lavoratore d’ufficio sa il lunedì è un giorno pieno di tragedie. C’è la sveglia che sembra suoni sempre troppo presto, c’è la consapevolezza che davanti ci sono ben 40 ore di lavoro da affrontare. C’è l’inizio della settimana, la voglia di rimanere a letto, la nostalgia del weekend e la domanda costante “Perchééééé????”. Ecco, più o meno questi sono i pensieri che attraversano la mia mente ogni lunedì mattina alle ore 6.50, quando il mio cervello si riattiva e mi rendo conto che sì, il lunedì è tornato.

Stamattina mi sono alzata, lavata, truccata, vestita. Ho dato da mangiare ai mici e li ho coccolati. Ho fatto il caffè, l’ho bevuto, mi sono lavata i denti e alle 7.32 sono uscita di casa. Ho inveito contro qualche automobilista e sono arrivata davanti all’ufficio alle 7.38 (sì, lo so, sono fortunata e abito vicinissimo a lavoro).

Come ogni mattina vado a prendere il secondo caffè, più o meno ne ingurgiterei una quindicina ogni mattina. Purtroppo mi fanno male, quindi mi limito a 4 tazzine giornaliere. Il caffè è una delle bevande che amo di più in assoluto, ne sono senz’altro dipendente. Sono una di quelle che quando va all’estero la prima cosa che mette in valigia è una moca, accompagnata da una preghiera per trovare un fornello su cui metterla.

Digressioni a parte, arrivo al bar e trovo il mio solito macchiato con dietor. Lo bevo e faccio per pagare. Il caso vuole che mentre sto bevendo il caffè ci sia un’altra persona accanto a me, dall’abbigliamento direi un ciclista. Sta facendo colazione con caffè e cornetto. Non ci parliamo, neanche ci guardiamo. Eppure mentre vado a pagare c’è lui prima di me che mi offre il caffè. Con naturalezza, senza secondi fini, senza buttare lì battute scontate. Non ci stava provando, non era un modo per avere il mio numero di telefono, è stata “solo” una gentilezza. E “solo” va più che mai virgolettato, perché oggi una gentilezza è roba rara, una gentilezza senza secondi fini è quasi un evento unico. Quindi questa piccolezza quotidiana ha sicuramente contribuito a iniziare meglio il lunedì, che poi già sia degenerato è un altro conto, d’altronde è sempre lunedì.

 

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