Myself

Essere donna

Ieri ho fatto le grandi pulizie a casa, ben 3 ore consecutive e senza pausa di metti in ordine, spolvera, piega, lava, spazza… Durante queste tre ore, con musica a palla, capelli legati e vestiti osceni ho avuto modo di riflettere sull’essere donna oggi.

È una questione difficile. A parte i soliti luoghi comuni “Fare il doppio per avere la metà” e similari, resta un ruolo non semplice. Se sei donna devi sempre essere presentabile e devi fare in modo che anche la tua casa lo sia. Se sei un uomo, scapolo, puoi avere anche una casa che sembra appena uscita da uno tzunami “È single, si vede che manca il tocco femminile”. Se sei donna non puoi essere stanca, piena di lavoro o semplicemente avere voglia di fare altro, la prima cosa è mettere in ordine casa. Non che in generale sia sbagliato avere la casa pulita, anzi, ma ci vivo io, saranno pure cavoli miei. Io non rispetto questa regola, sono sempre stata disordinata, non ho smesso di esserlo. In più con tre gatti in casa i peli svolazzanti sono pane quotidiano, in tutti i sensi, ma non mi preoccupo. Leggevo, qualche tempo fa, una statistica secondo cui le done italiane lavorano in casa 36 ore + le 40 lavorative fa 76 ore a settimana. Sono tantissime! Per gli uomini la media è 14+40. Perché non facciamo a metà? Un po’ per uno c’è più tempo per tutto, ho anche più tempo di essere carina e simpatica.

Ritornando al presentabile. Una donna deve vestirsi bene, essere in ordine, ben pettinata, truccata, vestita, sennò è sciatta, non si cura. Verissimo, tenere al proprio aspetto va bene. Ma poi se metto la gonna un po’ più corta non posso diventare subito una poco di buono e se ti dico di no, perché non mi piaci, o se ti dico sì, perché mi piaci, non posso diventare una zoccola, in entrambi i casi (!!!). Se mi sistemo, se voglio essere carina, se mi piace portare una scollatura non ti sto dicendo che sono disponibile, sto dicendo che mi piaccio così: IO mi piaccio così. E aggiungerei che gli apprezzamenti per strada, specie se farciti di grugniti, non sono apprezzabili, anzi rientrano in quelle cose fastidiose che siamo abituate (nostro malgrado) a subire. Ieri, sempre nel corso delle pulizie, ho individuato un vestito che non indossavo da tempo e oggi ho pensato di metterlo per andare a lavoro. È un po’ corto e un po’ scollato, ma nulla di esagerato, nel percorso dal parcheggio al bar, stamattina, un tizio mi ha tampinato, passo passo. Ma secondo te perché dovrei sopportare una cosa così? Ma tu vorresti essere seguito? Magari perché porti un paio di pantaloncini…

Poi c’è il discorso figli/carriera. Se vai a fare un colloquio di lavoro è probabile che ti venga chiesto se vuoi figli. Sarebbe il caso di ricordare che le donne sono incinte e sfornano bambini, ma i figli sono di entrambi, di entrambi sono anche le responsabilità. Ma a parte questo, capita anche che sia un punto a tuo favore non volerne (quanta tristezza!!). Quindi tu vai a fare il tuo colloquio e dici che non vuoi figli, magari lo pensi anche. Poi esci e fai la stessa affermazione di fronte ad altre donne, alcune magari mamme, e diventi un mostro. “Ma come?? I bambini sono la cosa più bella del mondo!” Verissimo, i bambini sono una bella cosa, sono carini, ti danno affetto e tutto quello che ti pare. Ma tu perché devi giudicarmi se non ne voglio?? Io ancora non l’ho capito se lo voglio un figlio e sono tanti gli elementi da valutare, a favore o a sfavore. Ma sarà pure un mio diritto scegliere una o l’altra cosa. Il tutto senza perdere il lavoro o il rispetto di altre donne che hanno fatto questa scelta prima di me.

Ecco, mi sembra chiaro che tutto ciò dimostri che sì essere donna è difficile. Non sono solo queste le cose difficili, anche solo nascere con il nostro modo di pensare, di riflettere, di calcolare e analizzare è una fatica immane. Poi mettici la ceretta e il ciclo per chiudere il cerchio. Passiamo la vita a chiederci di più, a volerci di più, a non amarci abbastanza, a cercare la conferma nello sguardo di un compagno di essere ancora bella, di essere abbastanza intelligente, abbastanza meglio di quella che è passata per strada. Noi non ci bastiamo mai. A volte, quando mi fermo a riflettere su tutto ciò (e anche quando non mi fermo, ma ci penso uguale) mi sembra che la più grossa sfida di fronte a cui può trovarsi una donna è proprio essere se stessa.

René Gruau

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