Viaggi

Grand Canyon – USA – Giorno 9 – 19 agosto 2012

Partiamo da Tuba City subito dopo colazione. Colazione che in origine non doveva essere inclusa nel soggiorno, ma di cui siamo stati omaggiati. L’abbiamo consumata nel ristorante attiguo all’hotel e, ormai abituati alle usanze locali, mangiamo patate fritte, bacon e una sorta di panetti con sopra una salsa simile alla cacio e pepe. Dopo questa colazione da campioni siamo pronti per dirigerci verso il Grand Canyon. Lungo la strada ci fermiamo in uno spiazzo dove ci sono delle bancarelle e sotto cui passa un fiume. Compriamo qualcosa e i ragazzi cominciano a farsi una serie di foto direttamente sullo strapiombo che circonda l’area di sosta. Io soffro di vertigini e non provo neanche ad affacciarmi, ma anche loro non hanno una faccia molto convinta.

Ripartiamo e in lontananza cominciamo a intravedere delle grosse nuvole nere, proprio quando arriviamo all’entrata del Grand Canyon inizia a piovere a dirotto. In biglietteria (molto simile a un nostrano casello autostradale) ci consegnano la cartina e biglietti che ci consentono di entrare e uscire dal parco, oltre a un foglio informativo in italiano dove sono spiegate tutte le cose che si possono  e non possono fare all’interno del parco. Pochi chilometri dopo già non pioveva più, quindi decidiamo di fermarci a fare qualche foto. Impostiamo la macchinetta in modalità autoscatto e ci mettiamo in posa, sorrisi plastici mode on, click e un secondo dopo cade un fulmine a pochi metri da noi. È una sensazione difficile da descrivere perché dura pochissimi secondi, il rumore è molto forte e si sente anche una sorta di calore, in pratica fa molta paura. Risaliamo di corsa in macchina e leggo il foglio informativo, che avevo decisamente sottovalutato, infatti c’è chiaramente scritto che, anche se non piove, potrebbero cadere dei fulmini, se ci sono perturbazioni in zona. Non contenti dell’esperienza ci fermiamo allo spiazzo successivo, dove ci sono diverse persone. Simone comincia dirmi che i miei capelli si sono rizzati in testa, cosa che accade quando c’è energia elettrostatica nell’aria, cosa a cui ci sono buone probabilità che consegua la caduta di un fulmine. Per i primi istanti sono scettica, penso che mi stia prendendo in giro, ma poi guardo la signora che mi sta davanti e anche lei aveva tutti i capelli in su. A questo punto decido che la soluzione migliore sia correre in macchina, lascio gli altri al loro destino e infatti, pochi secondi dopo, cade il secondo fulmine.

 

Decidiamo di andare verso il Visitor Center, dove ci sono il parcheggio, il punto informazioni, il bagno e da dove si possono prendere le navette per girare il parco. Ne prendiamo una e seguiamo le indicazioni della cartina per raggiungere il ristorante, il Bright Angel Restaurant, Fountain & Bar. Nel menu ci sono anche piatti italiani, noi ovviamente li evitiamo come la peste: il cibo italiano si mangia in Italia, anche a casa propria, ma pur sempre in Italia. Per il resto i piatti sono abbastanza particolari e il personale molto gentile, riusciamo addirittura a ordinare una birra. Il prezzo pagato è decente, c’è da dire che non è che all’interno del parco si abbiamo moltissime alternative. Visto che il tempo non migliora e stanchezza e freddo si fanno sentire, andiamo verso l’hotel, che si trova fuori dal parco ma a pochi chilometri dall’entrata. L’hotel è il Best Western Premier Grand Canyon Squire Inn, le camere sono accoglienti e gli spazi ampi. Ci rilassiamo un po’ e poi decidiamo di provare a tornare nel parco speranzosi di vedere almeno il tramonto con il sole. Speranza subito delusa perché il cielo è ancora pieno di nuvole nere.

grand canyon itinerari USA

 

Facciamo un giro all’ennesimo negozio di souvenir e torniamo in hotel per andare a cenare. Prima proviamo a contattare Eros e Caterina, dato che nessuno dei nostri telefoni riesce ad avere linea, tentiamo con una cara vecchia cabina, senza riuscirci e lasciandoci almeno 5 dollari. Questa telefonata è importante, perchè il giorno dovremmo reincontrarci a Flagstaff e vorremmo sapere se va tutto bene. Data l’impossibilità di comunicare cominciamo a scegliere uno dei tanti ristoranti presenti nella zona.

A pochi metri dal dall’entrata dell’hotel c’è una steakhouse, The Steakhouse at The Grand Canyon, e decidiamo di provarla. E questa l’occasione in cui Gianpaolo disattendere la sua promessa di non mangiare più carne e si prende una bella T-Bon. A fine pasto non manca la discussione con il proprietario che ci ha messo conto 4 tequila a 7 dollari l’una, tequila che doveva essere offerta. Complimenti ai ristoratori, evidentemente l’usanza di fregare i turisti è internazionale. Ormai esausti andiamo a dormire pronti ad alzarci nuovamente all’alba per vedere il Grand Canyon.

Itinerario USA – 13 giorni in costa ovest:

Annunci

5 thoughts on “Grand Canyon – USA – Giorno 9 – 19 agosto 2012”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...