Myself

Di 5 in 5

Sto leggendo un libro bellissimo, uno di quelli che mi ha tenuto incollata al Kindle per 2 ore e mezzo nonostante il mal di testa post lavorativo, la cena da preparare, la lavatrice da mettere a fare e le 1500 cose che si devono fare quando si rientra a casa. Il libro è La verità, vi spiego, sull’amore, di Enrica Tesio, autrice di tiasmo.wordpress.com. Se non l’avete ancora mai letto fatelo, basta un post per convincere della validità dei contenuti del libro.

In un punto imprecisato del libro la protagonista fa un “gioco”, pensa a se stessa tornando indietro di 5 anni in 5 anni. Mi ha affascinato e ho cominciato a pensare anche io come ero, come volevo diventare, come sono e non sono diventata. Cominciamo…

5 anni fa avevo 26 anni e mezzo, mi ero laureata da poco, vagamente avevo ancora speranze per un futuro migliore. Intanto facevo lavoretti vari, andavo in palestra la mattina, facevo lunghe passeggiate, stavo a dieta e aspettavo che Simone tornasse a vivere a Roma. Non ero felice, non ero serena, semplicemente sopravvivevo cercando di pensare il meno possibile a qualsiasi cosa.

2010

5 anni prima avevo 21 anni e mezzo. Ero piena di vita e vitalità, certa che presto sarebbe andato tutto come doveva andare, certa di non continuare a studiare, certa che una come me l’avrebbero voluta tutti. Certa che il mondo alla fine non poteva essere così tanto brutto. E mi sentivo incredibilmente bella e a posto con me stessa. Stavo con Simone da poco, appena 2 anni e un sacco di farfalle svolazzavano nel mio stomaco.

Qui avevo già 22 anni :)
Qui avevo già 22 anni 🙂

5 anni prima avevo 16 anni e mezzo, andavo al terzo anno di liceo, non ero ancora bionda ma lo sarei diventata presto. Ero spensierata, oppressa dai problemi adolescenziali ma di fatto spensierata. A scuola andavo bene, stavo con un ragazzo da pochissimo e secondo me era il più bello del mondo, avevo gli amici che mi volevano bene e sognavo una vita in cui tutto sarebbe stato una gran figata.

Qui avevo 17 anni, dei 16 non ne trovo...forse perché noi avevamo ancora i rullini
Qui avevo 17 anni, dei 16 non ne trovo…forse perché noi avevamo ancora i rullini

5 anni prima avevo 11 anni e mezzo e il seno. Non ricordo che problemi avessi, di sicuro avevo non avevo dato il primo bacio e di sicuro avevo avuto le prime mestruazioni (ero signorina) e un problema me l’ero già creato, grosso e fastidioso, per i successivi 30 anni. Non ricordo neanche particolari felicità, ero nel limbo. Mia madre però non mi faceva truccare, quindi mi sentivo sempre un cesso. In verità molto raramente nella mia vita non mi sono sentita un cesso.

Non pervenuta, è probabile che abbia bruciato tutte le foto di quel periodo
Non pervenuta, è probabile che abbia bruciato tutte le foto di quel periodo

5 anni prima avevo 6 anni e mezzo, probabilmente avevo imparato a leggere le prime parole. Prima di iniziare le elementari volevo assolutamente imparare a leggere da sola, me lo ricordo molto bene. Ero timida, introversa, secchiona e probabilmente molto antipatica. A ripensarci ora credo di aver odiato tutti i bambini che ho incontrato nella mia infanzia e che l’odio fosse del tutto reciproco.

1990

5 anni prima avevo un anno e mezzo e non ho la minima idea di cosa pensassi, probabilmente che il mondo era grande e tutto da scoprire, che c’erano tanti giganti intorno a me, che una signora mora e un signore con i baffi mi amavano intensamente e mi proteggevano da ogni cosa. Intorno a me c’era senz’altro tanto amore, c’è sempre stato.

Questa è del 1984, una passione per il mare che non si è mai spenta
Questa è del 1984, una passione per il mare che non si è mai spenta

Nel cercare le immagini mi sono resa conto che me ne occorrevano solo 6, alla fine non sono molte, devo solo dimenticare che quel 6 va moltiplicato per 5. È stato un esperimento interessante, ho dovuto ricordare cosa facevo, ricollegare fatti a date, immergermi in qualcosa che in gran parte era dimenticato. Forse ogni 5 anni dovremmo ricordare chi eravamo 5 anni prima, provare a riaccendere fiamme ormai sopite, a riscoprire sogni sepolti e autocompiacersi dei risultati raggiunti. Ogni giorno diventiamo qualcuno di nuovo, ogni giorno ci arricchiamo e ogni giorno perdiamo qualcosa. Fermarsi a ricordarlo non può che fare bene.

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