Myself

13 luglio 2017

Anche quest’anno sono qui, nello stesso posto. Anche quest’anno ho deciso di dedicare qualche minuto consapevole a pensare a noi due.

Anche quest’anno ho la testa piena di “e se…”. Di tempi imperfetti e condizionali. Di silenzi. Di nostalgia. Di paura. Di dolore.

Chissà se farai mai meno male. Ora, in questo momento, ho deciso di lasciarmi far male, di non respingerlo perché non voglio dimenticarlo.

Oggi mi alleno per la difesa che adotteró nei giorni futuri. Non dal dolore, ma dalla sua ipotesi.

Mi hai insegnato, duramente, che cos’è stare male. L’ho provato tutto, fino all’ultima cellula, e non voglio scordarlo. Me l’hai insegnato almeno quanto la definizione dell’amore, senza condizioni e senza ragionamenti. Mi hai spiegato chi sono, cosa posso e non posso fare. Mi hai messo di fronte alla mia fallibilità, il colmo è aver fallito nell’unica cosa che mi è sempre interessata davvero. Eri tu, eravamo noi.

Ci sentiamo tra un anno, sempre qui, all’ora del tramonto.

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